Mutuo Soccorso Museo Virtuale

1860

Società di Mutuo Soccorso fra gli operai di Carpi

Il 9 dicembre 1860, per iniziativa del dottor Giustiniano Grosoli, fu fondata la Società di mutuo soccorso fra gli operai di Carpi. Il fondo cassa della società era costituito da 316 quote per un valore di 1.580 lire. Il 30 dicembre dello stesso anno si riunì l’assemblea per l’approvazione dello statuto.

Nel 1863, furono proposte alcune modifiche allo statuto tra cui la richiesta di ammettere al sodalizio anche gli operai di campagna; la modifica fu approvata con voto segreto dall’assemblea.

Il 1870 segnò la nascita di un’audace iniziativa: la stampa di biglietti e buoni cassa da 25 o 50 centesimi, in breve tempo questa iniziativa si rivelò vincente tanto da spingere la Società a deliberare per l’emissione di altri buoni fino al raggiungimento della somma di 50.000 lire.

Nel dicembre del 1874, nel corso di un’assemblea, venne posta all’attenzione dei soci riuniti una petizione firmata da 180 appartenenti alla società, i quali chiedevano che fosse istituito un panificio sociale sul modello di quelli già realizzati dalle società consorelle di Modena e Reggio. Il panificio iniziò l’attività il 1° agosto 1875, grazie all’utilizzo delle somme del pre-esistente Fondo vedove.

Il panificio in un primo momento andò bene, poi ebbe problemi economici fino mettere in crisi le casse della società, la quale corse ai ripari, dandolo prima in gestione esterna nel 1881, e successivamente, nel 1894, vendendolo al socio Alfredo Bertesi.

Nel 1887 le casse della società subirono una crisi dovuta a moltissime revoche da parte dei soci e a maggiori richieste di sussidio dagli iscritti con malattie croniche. Questa situazione generò una decisione drastica da parte dell’assemblea: nel 1887 il Fondo delle vedove venne incamerato nel Fondo sociale dando così nuova linfa alle risorse economiche a disposizione dei soci.

Nel 1904 fu istituita la Farmacia sociale, affidata alla gestione di una commissione di esperti nominata dall’assemblea.

Con l’istaurazione del regime fascista, il sodalizio intensificò le proprie attività di beneficenza e si mise a disposizione delle istituzioni per favorire, con l’elargizione di capitali, la costruzione di nuovi edifici popolari e una nuova scuola. Il 29 gennaio 1933 si ebbe il passaggio di consegne dal vecchio presidente al nuovo designato direttamente dal Prefetto.

Nel 1934, nel corso dell’assemblea, alla proposta del nuovo presidente di cambiare alcuni articoli dello statuto affinché fossero più vicini alla corrente politica in auge, scoppiò una rivolta e il presidente abbandonò l’idea. Nei successivi anni, il sodalizio continuò le proprie attività senza subire pressioni da parte del regime.

All’indomani della caduta del fascismo e alla fine della guerra, la Società ebbe un aumento d’iscrizioni e le casse furono costantemente riempite dall’esercizio della farmacia sociale, la quale continuò il proprio servizio alla comunità senza alcuna interruzione.

Bibliografia

  • G. Guaitoli - G. Paini, Cenni storici sulla Società di mutuo soccorso fra gli operai di Carpi nel 150. anniversario della fondazione, 9 dicembre 1860, Carpi, Società mutuo soccorso fra gli operai 2010.

Scheda a cura di: Alessandra P. Giordano