Mutuo Soccorso Museo Virtuale

1864

Società di Mutuo Soccorso dei Parrucchieri di Torino

Dalle Corporazioni alle Società di mestiere

Dopo tre decenni di attività come semplice associazione non riconosciuta, la Società dei Parrucchieri di Torino diventa Società di mutuo soccorso ufficialmente costituita. Seguiva l’esempio di molte altre corporazioni di mestiere che l’avevano preceduta da quando, il 4 di marzo 1848, con lo Statuto albertino il re aveva concesso libertà di associazione, stabilendo che «è riconosciuto il diritto di adunarsi pacificamente e senz’armi, uniformandosi alle leggi che possono regolarne l’esercizio nell’interesse della cosa pubblica».

A ufficializzare l’avvenuta costituzione è il Regolamento, che unisce i principi dell’antica Università dei Mastri parrucchieri e quelli della Pia Unione dei Lavoranti Parrucchieri fondata da quaranta soci il 1° luglio 1834: «Sussidiare i soci infermi, gli invalidi al lavoro per vecchiezza o per infermità croniche o temporanee e con sovvenzioni una volta tanto alle loro famiglie o chi per esse, in caso di decesso del socio».

Ma i parrucchieri torinesi vogliono andare oltre quelle che sono le finalità fondamentali del mutuo soccorso e dunque si impegnano a sostenere l’attività di «quelle associazioni che si potranno col tempo fondare, nonché promuovere ed appoggiare tutto ciò che può segnare progresso e benessere nella classe, come stampa e scuole professionali, cooperative ecc». Molti anni dopo favoriranno la nascita delle associazioni di categoria e dell’Accademia Professionale.

Dopo un quarantennio di regolare attività, grazie all’unione nel 1900 con la Società dei Barbieri che porta ad avere più soci e più capitale, possono intraprendere nuove iniziative, quali la stampa del giornale «Il Parrucchiere italiano», che uscirà per anni.

Oggi la Società è ancora aperta, anche se la sua attività ha subito un rallentamento dovuto soprattutto al calo del numero degli associati. Della sua storia resta un importante archivio (riordinato sotto la sorveglianza della Sovrintendenza Archivistica per il Piemonte e con il contributo della Regione Piemonte), dove c’è anche un rilevante fondo di diplomi, fotografie, album celebrativi e una curiosa raccolta di venti sonetti dedicati al Beato Amedeo di Savoia patrono dei parrucchieri, fatti stampare in occasione delle annuali celebrazioni per l’anniversario di fondazione della Società. Il più antico è del 1842, quando ancora l’associazione era una corporazione di mestiere, una delle molte esistite, e come tutte era particolarmente dedita alle pratiche devozionali, celebrate nelle cappelle private che molte corporazioni avevano nelle chiese.

I soci parrucchieri non tralasciavano però di perseguire la finalità per cui le corporazioni erano nate, ossia quella di tutelare e regolamentare le attività degli appartenenti ad uno stesso mestiere o “Arte”, per mezzo di statuti che disciplinavano nel dettaglio ogni aspetto lavorativo: le condizioni di lavoro, i prezzi e salari, la formazione di chi voleva associarsi, la lotta alla concorrenza.

Lo stesso valeva per le associazioni anticamente fondate come Università di mestiere, soppresse come le Corporazioni nel 1844 e la maggior parte trasformatesi in Società di mutuo soccorso.

Bibliografia

  • Archivio della Mutua Società dei Parrucchieri di Torino. Inventario (1815-2003), Torino, s. e., 2004

  • D. Cerutti, Mestieri e privilegi. Nascita delle corporazioni a Torino, secoli XVII – XVIII, Torino, Einaudi, 1992

Scheda a cura di: Bianca Gera, Stefano Minerdo